Maddalena Dursi Borse Vegan BeMine

Dopo l’interesse che avete mostrato nei confronti delle borse vegan, riprendiamo l’argomento con l’intervista a Maddalena Dursi, la ragazza milanese creatrice di BeMine, una linea di borse personalizzabili e 100% Made in Italy adatte a un pubblico vegan perché realizzate in similpelle, senza però rinunciare a qualità ed estetica.
Meddalena non è vegana (non ancora, chissà…), ma il suo mondo si incontra con il nostro e il contributo che il suo lavoro può dare alla nostra causa è originale e interessante.
La sua ambizione è quella di crescere per creare borse sempre più ecosostenibili, le auguro perciò di fare tanta strada nel suo percorso, sia personale che professionale.

Conosciamola insieme attraverso le sue parole.

Chi è Maddalena Dursi?

Sono una ragazza con un sogno, come tutti, che sta provando a realizzarlo con caparbietà e impegno.
Forse un po’ più di quello che ci si immaginerebbe dato che non ho fatto un percorso di studi in ambito moda e simili per creare le mie borse. È da quando sono piccola che desidero dare vita a un lavoro che sia tutto mio ma nello stesso tempo il mio carattere indipendente mi ha portata a decidere di non proseguire gli studi dopo le scuole superiori perché volevo realizzare il primo sogno cioè quello di andare a vivere per conto mio, libera di poter fare quello che volevo e di avere uno spazio che fosse solo per me.
Quindi dopo il diploma mi sono messa subito a lavorare dove trovavo, principalmente come impiegata e a 24 anni sono andata via da casa di mamma e papà trasferendomi nel bilocale in cui vivo tuttora e che si può tranquillamente definire ‘laboratorio con angolo cottura, camera da letto e bagno’, più che un appartamento!
Nella mia casetta, in questi anni, ho sempre creato cose con le mani, e tra queste anche BeMine che è il secondo sogno a cui sto lavorando e con cui sto crescendo perché sono praticamente autodidatta e imparo molte cose proprio mentre le sto facendo!
Sono sempre stata un tipo creativo, quasi visionario e tantissime volte decido di fare una cosa senza avere assolutamente idea di come fare a raggiungere un determinato risultato. Semplicemente comincio a farla. Ci metto il cuore, la pazienza, la passione e anche un po’ di fortuna, come sto facendo con BeMine.

Quando e come è iniziato il tuo percorso vegan?

Il mio percorso è iniziato proprio con BeMine!
Quando creavo borsette per passatempo usavo la similpelle perché era facilmente reperibile e poco costosa. Nel momento in cui ho deciso di far diventare la mia passione per le borse un progetto serio ho fatto tanta ricerca su diversi temi tra cui i materiali da usare. Avevo contemplato anche la vera pelle e così, un po’ per curiosità un po’ per necessità di informazioni ho cercato come questa viene prodotta e ho scoperto che la concia ha dei costi ambientali esorbitanti. Oltre allo sfruttamento della sofferenza animale infatti, l’intero processo risulta molto inquinante anche a livello ambientale.
Quello della concia è infatti un settore molto inquinante per emissione di sostanze nocive e tossiche anche per gli umani (formaldeide, cromo e solfati, difficili da estrarre dall’acqua tramite il processo di depurazione) e consumo di acqua che si traduce poi in acque reflue quasi sempre non purificabili. Spesso la concia viene definita come “processo atto a recuperare e valorizzare un sottoprodotto dell’industria alimentare”. Questa affermazione contiene 2 contraddizioni, la prima è che molti animali non vengono uccisi per scopo alimentare ma appositamente per le loro pelli/pellicce (ad esempio i visoni, allevati appositamente per il loro pelo) e la seconda è che per ‘recuperare’ quello che sarebbe uno scarto si danneggia l’ambiente più di quanto accadrebbe se questo scarto andasse perduto, inoltre si rende eterno e non riciclabile un elemento che invece sarebbe smaltibile.

Una volta, parlando con una persona che lavora nel settore vera pelle, ho posto una semplice domanda, “Ma perché ami tanto la vera pelle?”. La risposta è stata agghiacciante: “Perché è viva”. Io ho aggiunto, “No mi dispiace, è stata viva”. Questo incontro mi ha fatto riflettere: davvero voglio indossare qualcosa che è stato di un essere vivente? Davvero voglio indossare qualcosa che un tempo era vivo, organico e che è stato reso eterno? Cosa ha subito l’ambiente per rendere una cosa biodegradabile (certo, un rifiuto imbarazzante, ma pur sempre smaltibile), così resistente e duratura?
Io non sono vegana. Ritengo il veganismo una scelta da intraprendere e portare avanti con impegno e costanza e perciò occorre esserne convinti e consapevoli. Insomma non è una moda che si segue e si abbandona al bisogno. Grazie a BeMine mi sono affacciata a questo mondo, quello veg, ho conosciuto e mi sono confrontata con molte persone che hanno fatto questa scelta, ho partecipato a eventi come il MiVeg questo ottobre a Milano, frequento ristoranti vegani, mi ritrovo spesso a leggere articoli e post molto interessanti ad esempio sulla mia bacheca di Facebook dati i diversi contatti che ho. Queste frequentazioni mi hanno aperto gli occhi su molte cose a cui prima non davo peso. Penso che ogni scelta che facciamo possa sempre evolvere e migliorare: per ora il contributo che posso dare io è questo, realizzare borse belle, non in vera pelle e spiegare perché sono migliori.

Da dove nasce l’idea di BeMine?

L’idea è nata quasi per caso, circa 3 anni fa: durante una pausa caffè una collega di lavoro sfogliava una rivista di moda e si innamorò di una borsa in pelle molto costosa, con delle applicazioni a forma di fiori. Sono sempre stata un tipo creativo e così le dissi che gliel’avrei realizzata io, uguale!
Sono andata a comprare similpelle colorata in merceria, mi sono messa alla macchina da cucire e in qualche giorno ho realizzato una borsa simile.. ovviamente un po’ più artigianale, ma vi assicuro che è stata molto gradita! E così, collega dopo collega, amica dopo amica, con il passaparola realizzavo borse su richiesta una per volta, finché ho deciso di farlo diventare un progetto concreto: ho disegnato dei modelli miei, ho lavorato a lungo ai prototipi, poi ai colori e un po’ per volta è nato BeMine!

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Ho l’imbarazzo della scelta! Mi piace tantissimo scegliere gli abbinamenti di colori quando creo una collezione mia: mi faccio ispirare da tutto, dall’abbigliamento di qualcuno che incontro per strada, dai colori della copertina di un libro, o di una scena di un film.. insomma tutto quello che ci circonda è colore e tutto può farmi accendere una lampadina!
Poi mi piace osservare gli occhi di una cliente (agli eventi e ai mercatini, quando ho la possibilità di incontrarle dal vivo) nel momento esatto in cui decide che la borsa che sta guardando le piace un sacco e sarà sua.
Un’altra cosa che mi piace molto è vedere le scelte che ciascuna fa quando crea la propria combinazione: saltano fuori degli abbinamenti a cui io non avrei mai pensato, dai più insoliti e stravaganti a quelli super classici che per qualcuno possono anche essere discutibili ma per altri sono bellissimi e viceversa.
Ma ognuno può fare assolutamente quello che desidera! Ed è proprio questa la bellezza e la forza della possibilità di scegliere per distinguersi, che dovremmo tenere presente anche nella nostra vita quotidiana.

Come si svolge la tua giornata tipo?

La mia giornata tipo è interminabile! Comincia alle 7,30 quando mi sveglio per andare nel mio ufficio alla scrivania fino alle 17,30 momento in cui stacco il cervello e comincia il divertimento! Corro a casa, oppure in laboratorio di cucito che per fortuna sta aperto fino a tardi, oppure da qualche fornitore o più semplicemente corro a casa a tagliare, assemblare scatole, preparare spedizioni, sistemare il mio sito web, fare le foto, disegnare, accostare colori. Per BeMine infatti faccio tutto io: ho creato e autogestisco il sito web, scatto le foto delle mie borse, gestisco i social network. Insomma sono iperattiva e mi conviene esserlo dato che sono sempre molto indaffarata!

Qual è il tratto distintivo delle tue creazioni?

Senza dubbio il colore! E poi la versatilità. Il colore perché, basta guardare le mie borse, sono coloratissime e “colorabilissime” dato che ciascuna di noi può creare la propria combinazione di tinte e non c’è limite alla fantasia. E la versatilità perché, partendo sempre dallo stesso modello di borsa, a seconda dei colori scelti la si può usare di sera, di giorno, a cerimonia, può essere stravagante o più sobria.
A livello estetico direi la pulizia delle linee e la semplicità…tanto ci si può poi sbizzarrire con i contrasti le fantasie e gli accostamenti di colore: le paragonerei a un foglio candido su cui ciascuna può esprimersi.

Borse Vegan BeMine

Chi sono i clienti?

I miei clienti (uso il maschile perché ho anche clienti uomini che acquistano per le loro fidanzate! E sono proprio romantici!) sono molto eterogenei sia come età, sia come motivazione: c’è chi sceglie BeMine perché si innamora di un modello, chi perché non resiste alla tentazione di farsi una borsetta personalizzata, chi perché è vegano o vegetariano, chi perché non ama la vera pelle e vuole smettere di indossarla, chi invece ama la vera pelle ma la mia, che è finta, è di altissima qualità e sembra più vera del vero, quindi chiude un occhio (ma sotto sotto sa che sta facendo bene!)

In che modo la tua attività avvicina le persone al mondo vegan?

Chi fa già parte di questo mondo mi spiega che gli piacciono le mie creazioni perché ci trova qualcosa di più originale e sofisticato rispetto a quello che offre attualmente la moda vegan a livello di accessori.
Mentre chi non è vegan è molto attirato dalla qualità del materiale e si sta accorgendo che forse una alternativa alla vera pelle esiste e non è affatto male. Poi si sa, fare del bene, che sia all’ambiente o agli animali, fa piacere a tutti, ci fa sentire migliori. In generale comunque posso affermare che sta emergendo una sensibilità sempre più forte nei confronti dell’impiego della vera pelle e sono sorpresa perché non mi aspettavo che anche chi non è vegano sia contrario a indossare la vera pelle. Sono sincera e ammetto che a volte durante gli eventi mi è capitato di incontrare qualcuna che è rimasta molto delusa quando, con una BeMine in mano e gli occhi a cuore, ha scoperto non essere in vera pelle, posandola subito sul tavolo. Ma ce ne faremo una ragione!

Cosa consiglieresti a chi vuole acquistare una tua creazione?

A chi ne acquista una pronta consiglierei di non riflettere troppo sui colori proposti ma di lasciarsi andare all’istinto e scegliere quella che la emoziona di più, senza porsi mille domande su come abbinarla o con cosa indossarla.
Gli accessori ora infatti sono centrali e hanno un posto d’onore nel look, anche in quello quotidiano: una bella borsa colorata su un cappottino nero o su jeans e t-shirt diventa protagonista, cattura l’attenzione concentrandola suo nostro essere uniche. Basta con borse nere e marroni, piatte e monocromatiche, sbizzarriamoci!
Idem per chi se la crea personalizzata: una volta scelto il modello, all’inizio ci si potrebbe trovare spaesati vista la varietà di colori. Io consiglio sempre di pensare a quale sia il proprio colore preferito per partire, e non a quali colori si hanno nel guardaroba per vedere a quanti vestiti si potrebbe abbinare la borsa. Dopo di che viene tutto più facile.

Bilancio ad oggi e obiettivi per il futuro?

Parto dagli obiettivi per il futuro: in cima alla lista c’è accrescere l’aspetto etico delle mie borse. Ho infatti in mente una serie di idee e di materiali che vorrei testare e poi impiegare al posto della pelle veg, che è si più ecologica della vera pelle ma è comunque un derivato del petrolio perciò sono la prima a dire che si può e si deve ancora migliorare.
Considero che quello attuale è un ottimo punto di partenza e per sviluppare il progetto ci vuole il giusto tempo e le giuste forze: ogni borsa che trova una proprietaria è un mattoncino che mi permette di crescere e pensare a cose belle per il futuro. Mi piace pensare che ogni mia cliente in pratica stia contribuendo alla crescita ecosostenibile di BeMine.
Come bilancio ad oggi non posso definirmi altrimenti che felice di aver lavorato per più di tre anni a questa idea che ho presentato al mondo solo al Maggio 2015: innanzitutto perché non c’è pensiero più bello che sapere che una cosa che ho fatto con le mie mani fa felicemente parte della vita di una persona che l’ha scelta. E poi perché i sacrifici fatti e le energie spese sono stati e saranno ancora tanti, ma è proprio vero ‘che i frutti più buoni sono quelli che maturano più lentamente’.

Maddalena Dursi BeMine

L’intervista è finita, potete però vedere e leggere la mia foto-recensione della borsa che Maddalena mi ha regalato! Eccola <3 La Mia Borsa Vegan (Modello “Luigi”) BeMine!

Borsa vegan similpelle BeMine

Per saperne di più su Maddalena Dursi e BeMine, qui trovate alcuni link utili:

Sito Web: Beminebags.com
Pagina Facebook: BeMine

Ringrazio Maddalena Dursi per la borsa e per il tempo che mi ha dedicato! :)

A prestissimo, continuate a seguire VEGANGAME su Facebook o iscrivetevi alla Newsletter per rimanere sempre aggiornati sulle ultime interviste e su tutti gli articoli pubblicati sul blog!

A presto,
Martina

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L'autore

Martina Sepi

Fondatrice e blogger di Vegangame.it, si occupa di temi legati al piacere di essere vegan. Perché possiamo conquistare il mondo divertendoci!

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