Cellulite

Oggi parliamo di cose leggere (ogni tanto ci vuole), ti racconto perciò come ho sconfitto la cellulite che avevo dall’età di 17-18 anni.

Tutto ha inizio dell’età dell’adolescenza per me, quando appare dal nulla la classica buccia d’arancia tipicamente femminile che a noi donne fa stare a disagio ogni volta che dobbiamo spogliarci.

Non sono mai stata una ragazza vanitosa e quindi non mi sono data molto da fare per trovare una soluzione. Il massimo che mi sono concessa in passato è stato di rivolgermi alla mia erborista di fiducia e fare qualche ricerca su internet dove, ho notato, ne parlavano come fosse una malattia vera e propria, da curare, e ognuno aveva la sua ricetta costosa (non abboccate a soluzioni complesse e costose o alle classiche pillole magiche).

Perciò, senza troppa convinzione e costanza, mi sono comprata qualche crema tipo GUNA e cose simili (neanche mi ricordo più la marca esatta) e ho fatto un tentativo che non mi ha lasciata per niente soddisfatta. Nel frattempo la vita mi portava a inseguire altri interessi, altri obiettivi più importanti per me e la cellulite era rimasta lì, tra la noia che mi causava e l’indifferenza.

Ricordo però benissimo, come fosse ieri, come la mia erborista mi avesse già in quell’occasione parlato della giusta alimentazione per sconfiggerla.

Tornai di corsa a casa, dopo l’acquisto della crema, e mi appuntai tutta una serie di consigli che avrei dovuto seguire per apportare modifiche significative al mio stile di vita e ottenere dunque i risultati sperati. La sola crema anticellulite non bastava infatti, andava aiutata!

Tra i consigli fondamentali che avevo ricevuto, e che dovevo seguire per almeno 20 giorni consecutivi prima di poter vedere i risultati, c’erano questi:

1) Fare molto sport e attività fisica
2) Ridurre lo stress (come se fosse facile :))
3) Eliminare o ridurre il più possibile tutta una serie di alimenti favorendo l’assunzione di frutta e verdura
4) Bere molta acqua durante la giornata (almeno un litro e mezzo fuori pasto e con spremuto un succo di limone) e iniziare la mattinata con uno o due bicchieri di acqua liscia calda a digiuno, prima di fare colazione. L’acqua naturale che mi veniva indicata era la Sant’Anna o la Rocchetta perché le più leggere (con basso residuo fisso) tra quelle che si trovano facilmente in supermercato.
L’acqua poteva essere frizzante durante i pasti ma doveva essere liscia lontano dai pasti…

Tra gli alimenti da eliminare o ridurre mi venivano indicati:
1. Zucchero
2. Pasta, pizza e farina
3. Affettati
4. Formaggi
5. Carne rossa
6. Bevande gassate e zuccherate (Coca cola…)
7. Cibo spazzatura (cioè alimenti preconfezionati, precotti, di cui supermercati e fast-food sono pieni)

Cibo spazzatura

Ti incollo direttamente qui sotto alcuni di questi appunti che presi:

COLAZIONE – MERENDA
Frutta di stagione (sempre lontano dai pasti), yogurt, cereali, frutta secca, succhi di frutta, 2 pezzettini di cioccolato fondente puro

PRANZO – CENA

Verdure (sempre a pranzo e a cena), legumi, pasta integrale, pane integrale tostato, patate, pesce, carne bianca, pizza (ogni tanto) fatta in casa, frittura (ogni tanto) fatta in casa, dolci (ogni tanto) fatti in casa.

Ora, questo è il massimo che riuscii a fare con quei consigli:
1) Comprare la XBOX 360 per fare ginnastica a casa ma la odiai profondamente già al quinto utilizzo
2) Lo stress stava sempre lì, ancora non ho capito come ridurlo scientemente :)
3) In cucina ero una schiappa (sto imparando piano piano) e non potevo provvedere da sola alla mia sopravvivenza. In poche parole, la cuoca/il cuoco di turno decideva per me cosa avrei mangiato e il margine di scelta era ristretto. Facevo quello che potevo in base al contesto. Di fatto, la dieta dura e pura non è mai partita.
4) Ho sempre bevuto pochissimo e trovo innaturale stare tutto il giorno attaccata alla bottiglia dell’acqua. C’ho provato per un po’ ma poi sono tornata ad assecondare il mio bisogno naturale di bere o non bere e la tortura ha avuto fine :)

Risultati: prossimi allo zero sul lungo periodo
Durata della dieta: non ricordo di preciso, forse qualche settimana ma non è mai iniziata davvero
Considerazioni positive: avevo notato che l’attività fisica mi avevo portato qualche risultato, ma che fatica! Dopo che ho rischiato l’infarto per un eccesso di determinazione davanti alla console, ho abbandonato l’obiettivo.

In cosa posso dire di aver fallito su tutti i fronti?
Semplice! La leva motivazionale. Sconfiggere la cellulite non era un motivo abbastanza valido per me per stravolgere completamente le mie abitudini alimentari e il mio stile di vita.
Non è forse questo il motivo principale per cui si finisce sempre per interrompere la dieta del momento e riacquistare poco dopo il peso perso?

Veniamo però ad oggi! Un giorno mi sveglio e guardandomi alla specchio mi accorgo che la cellulite sta pian piano scomparendo. Qualche giorno più tardi mi accorgo che praticamente non c’è più e la situazione rimane stabile ormai da diversi mesi. Un miracolo? Certamente no. Si tratta indiscutibilmente di uno dei tanti piacevoli effetti collaterali delle scelte alimentari che ho preso nell’ultimo anno.

Dovete sapere che un bradipo fa più attività fisica di me, tutto il giorno seduta alla scrivania a lavorare, studiare o cazzeggiare al computer. Lavoro e hobby “mi costringono” a uno stile di vita molto sedentario. Il massimo del movimento che mi concedo è di circa mezz’ora al giorno quando faccio uscire Berny, il mio cane. In più qualche volta vado a correre, in media una volta al mese per massimo un’ora :) Bhè, sicuramente te puoi fare di meglio.

La scelta vegana ha iniziato a farmi piacere l’idea di cucinare. Posso dire con orgoglio di non aver mai cucinato un pezzo di carne! :) Finalmente mi sono sbloccata e non associo più il cucinare a un’azione crudele e prevaricatoria verso il più debole. La mia cucina è gioiosa, colorata e leggera. Fa bene al cuore, alla mente e al fisico. Cucinando ritrovo tutta me stessa. La bambina che piangeva davanti a scene di caccia alla TV o che non amava bere latte e mangiare carne se non sapientemente camuffata con mille sapori diversi.
La cultura culinaria e i condizionamenti sociali hanno avuto a lungo la meglio su di me, ma oggi mi sono riscattata facendo una scelta che in realtà avrei dovuto saper fare molto prima, perché mi appartiene da sempre.
Se ci pensi bene non sono strana, l’uomo non è fatto per uccidere, addentare un animale vivo e spolparlo. Il nostro corpo è innocuo, se non fosse per le armi e le strategie di caccia che abbiamo escogitato attraverso la mente (l’unica vera arma letale che abbiamo), le nostre unghie, i denti, la saliva, i sensi (la vista, l’olfatto, ecc…) stanno a dimostrare che non siamo minimamente paragonabili a un carnivoro, a un predatore. Oggi inoltre, con il benessere alimentare di cui disponiamo, è veramente ingiustificato lo stile alimentare adottato dall’uomo, in particolare quello occidentale. Non abbiamo bisogno di prodotti animali per sopravvivere e il naturale benessere di cui godono le persone vegane ne è la dimostrazione più lampante.

Ma cosa mi ha permesso di sconfiggere la cellulite?
Nello specifico non saprei dirti, credo sia l’insieme di tante cose.
Passare da una dieta onnivora a una dieta vegetariana e pochissimo dopo alla dieta vegana mi ha portato a documentarmi, informarmi meglio sull’alimentazione e a leggere molti libri “rivoluzionari” che mi hanno permesso di approcciarmi in maniere critica a questioni che prima ignoravo completamente.
Si può essere vegani e continuare a mangiare schifezze (vedi cibo industriale, zuccheri, patatine fritte, bibite come la coca cola, margarina, olio di palma, ecc…) oppure essere vegani virtuosi e con un occhio attento verso la propria salute.
La miglior dieta drenante e disintossicante che si possa fare sembrerebbe essere quella vegana tendenzialmente crudista, basata cioè su una buona o buonissima percentuale giornaliera di consumo di frutta e verdura cruda.
Per diverso tempo ho provato a praticarla ma per l’inverno mi sono arresa e ho introdotto più cibo cotto che crudo.

Quindi “il mio segreto” per eliminare una cellulite di stadio intermedio, nonostante l’assenza di attività fisica (che comunque consiglio a prescindere se puoi), potrei riassumerlo così:

1. Liberazione dalla dipendenza da zucchero. Lo zucchero e i dolci, salvo rarissime eccezioni, sono spariti dalla mia vita nonostante fossi veramente golosa. Se proprio non ne puoi fare a meno, utilizza lo zucchero di canna grezzo oppure, meglio ancora, la stevia, il malto, lo sciroppo d’agave (buonissimo) o d’acero (non l’ho ancora provato). Anche il miele si può usare ma non è vegano, vedi tu! Assolutamente da bandire per sempre lo zucchero bianco raffinato, quello che gli igienisti mettono nella lista dei quattro veleni bianchi insieme alla farina 00, al sale e al latte

2. Liberazione dalla dipendenza da sostanze stimolanti. Caffè (non mi è mai piaciuto), cioccolato, tè

3. Riduzione del sale. C’è chi il sale è riuscito a eliminarlo completamente dalla propria cucina, io l’ho ridotto di molto e ho comprato il sale marino integrale

4. Eliminazione di tutto il cibo spazzatura. Via merendine, patatine fritte, bibite piene di zuccheri, succhi di frutta preconfezionati eccetera…eccetera…eccetera. Ti sorprenderai di notare quanto cibo spazzatura puoi trovare in qualsiasi supermercato, basta guardare le etichette e i prodotti sugli scaffali con spirito critico! L’unico reparto veramente interessante per me ormai è l’angolo del frutta e verdura, possibilmente bio

5. Riduzione significativa del consumo di pane, soprattuto se non integrale

6. Riduzione del consumo di pasta tradizionale e introduzione di pasta integrale biologica e riso integrale biologico

7. Eliminazione di tutti i prodotti con ingredienti di origine animale. Quindi latticini, carne, pesce, uova…

8. Aumento significativo del consumo quotidiano di frutta e verdura (possibilmente cruda)

9. Legumi circa 3 volte a settimana (possibilmente secchi e non già pronti in scatola di latta)

10. Introduzione di un’acqua leggera, cioè con basso residuo fisso e poco sodio. L’acqua infatti va considerata come un alimento vero e proprio a cui dare molta importanza. (Al momento l’acqua che bevo è la Lauretana, già solo questa ha un’enorme potere drenante). Se si riesce, berne molta fuori pasto.

11. Mangiare solo se si ha realmente fame e non assecondare la fame compulsiva

12. Mangiare con calma e con uno stato d’animo sereno per favorire una buona digestione. Saltare il pasto senza problemi se ci si sente male o sia è troppo agitati

13. Mangiare la frutta solo lontano dai pasti per evitare fermentazioni nello stomaco e nell’intestino. Gli unici frutti che sembrerebbero andar bene anche subito dopo i pasti sono solo 3: mela, ananas e papaya

14. Non fare colazione se non si ha veramente fame. Io non la faccio quasi mai, al massimo mi prendo una spremuta d’arancia ma anche una macedonia con un mix di pochi frutti diversi va bene

15. Bere molte spremute di agrumi o farsi dei succhi di frutta (o smoothie di frutta e verdura) in casa (tramite estrattore) e berli entro 20 minuti massimo. Sono dei veri e propri integratori naturali di vitamine e sali minerali

16. Mangiare semplice, piatti poco elaborati e con pochi ingredienti. Non mischiare troppe cose diverse contemporaneamente

17. Non essere maniacali e iper perfezionisti. Sgarrare ogni tanto è doveroso e fa bene

Un’ultima doverosa considerazione prima di concludere questo articolo. Tralasciando le varie malattie alimentari, dobbiamo considerare che ciascuno di noi è diverso per quanto riguarda eventuali allergie o specifiche intolleranze.
È bene quindi accertarsi attraverso uno o più test personalizzati qual è la nostra situazione.
Non credo esista una dieta che vada bene per tutti, indistintamente. Le allergie sono molto più serie e possono causare shock anafilattico, mentre, come interferiscono le intolleranze col nostro corpo e il nostro benessere generale può essere molto variabile e difficile da stabilire. Un’intolleranza nascosta, di cui non siamo al corrente, potrebbe essere ad esempio causa di ritenzione idrica, mal di testa, sovrappeso, stanchezza… Se non hai grossi problemi di salute, puoi sperimentare un po’ col tuo corpo seguendo una dieta particolare per alcuni giorni e vedere come ci si sente.
E qui, sul “vedere come ci si sente”, si apre tutto un mondo che meriterebbe un approfondimento a parte. Se iniziamo un dieta drenante e disintossicante è assolutamente normale sentirsi male agli inizi, anche molto male, come è successo a me con la dieta vegano-crudista. Informarsi è d’obbligo come lo è non cadere in pericolosi estremismi! Infine, tieni a mente che le intolleranze non sono per sempre, passano e variano nel tempo e quindi non richiedono che un alimento venga eliminato per tutta la vita dalla propria dieta. Rivolgiti a un medico nutrizionista di tua fiducia e tieni sotto controllo il tuo peso corporeo (NO a fissazioni mentali e anoressia) ;)

Ne riparliamo comunque! Per ora restiamo leggeri sul nostro tema del giorno.

Qualche ragazza può testimoniare un’esperienza simile alla mia?

Se hai domande, invece, scrivimi un commento qui sotto o in privato. Se posso esserti utile in qualche modo lo faccio volentieri! Considera però che non sono una nutrizionista e posso parlare soltanto della mia esperienza personale.

NB: i toni di questo post sono a tratti volutamente leggeri e mi sono divertita, però, scherzi a parte, sale in zucca quando si parla di alimentazione, informatevi bene e ragionate sempre con la vostra testa (e il vostro cuore). Sayonara :)

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L'autore

Martina Sepi

Fondatrice e blogger di Vegangame.it, si occupa di temi legati al piacere di essere vegan. Perché possiamo conquistare il mondo divertendoci!

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